Sonia Bergamasco brava e generosa svela il mondo di Tolstoj e Karenina

La notizia di una donna che aveva perso la testa per un tale conte Vronksy e che per delusione si era buttata sotto il treno, Tolstoj l'aveva letto su un giornale. Poi gli ci vollero quattro lunghi anni per arrivare al capolavoro di Anna Karenina. Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco hanno avuto una idea decisamente originale a ripercorrere dall'interno questo processo creativo, tra i più profondi e avvincenti, tra entusiasmi e scoramenti, decine di stesure e di intrecciarlo al romanzo che conosciamo in uno spettacolo.
Karénina, al Franco Parenti, è un congegno sofisticatissimo: si svolge in un buio intimo, intorno e su un pianoforte a coda, e vive sulla fisicità morbida di Sonia Bergamasco. A piedi nudi, un esile abitino, si dà con leggerezza, innocenza, forte di una sapiente tecnica vocale e musicale (suona anche il piano), guidata dal regista Giuseppe Bertolucci con la delicatezza di un cerimoniale. Un gioiellino: che restituisce allo spettatore sentimenti che si ripresentano a noi intatti.

Anna Bandettini - La Repubblica, 29 gennaio 2012